lunedì 17 luglio 2017

Andropoiesi e femminismo

Prima di parlare dell'argomento di questo lunedì, credo sia meglio introdurre brevemente, per chi non lo conoscesse, il concetto-cardine di antropopoiesi in antropologia e psicologia. Faccio quindi una cosa che non ho mai fatto: cito Wikipedia, che in questo caso è singolarmente puntuale:
Il termine antropopoiesi è un concetto [...] che indica i vari processi di auto-costruzione dell'individuo sociale, in particolare dal punto di vista della modificazione del corpo socializzato, nonché i vari processi di costruzione del patrimonio culturale di ogni gruppo umano.
L'antropopoiesi ha trovato applicazioni nell'antropologia contemporanea di matrice francese e italiana. Il quadro teorico che fa da sfondo a tale concetto è l'idea antica dell'uomo come essere incompleto, ovvero dal comportamento non largamente predeterminato dal patrimonio genetico. L'essere umano si completa quindi solo con l'acquisizione della cultura.
Esistono delle popolazioni, ad esempio, che usano applicare colori sul proprio corpo, o incidervi tatuaggi o scarificazioni, e che non considerano umane o completamente umane (anche a causa, mettiamo, della giovane età) le persone che non abbiano di queste pitture, di questi tatuaggi o di queste scarificazioni. Questo è un modo di "fare" l'uomo. L'uomo è uomo solo attraverso la cultura umana; altrimenti è qualcosa di incompleto. Il meccanismo dietro questa convinzione, antropologico e psicologico*, è tra i più interessanti in cui mi sia imbattuto. Presso di noi, dati certi distinguo, la moda o il tatuaggio possono essere considerati processi di antropopoiesi.

Fonte foto: Sancara - Blog sull'Africa

Entriamo nel dettaglio. Che la cultura moderna sia una cultura misogina è certo, anzi certissimo. Su Psicologia e Scrittura si è già parlato di femminismo; torniamo adesso a discuterne. Cercheremo di rispondere alla domanda su come mai la cultura sia soprattutto cultura maschile, e la donna sia spesso vista (ad esempio, dalla psicanalisi freudiana) come una variazione sul tema dell'uomo, se vogliamo un uomo mancato, come se non fosse di per sé il 50% e forse più della popolazione umana.
Ecco a questo proposito Francesco Remotti, uno dei più importanti antropologi italiani. Tutte le citazioni sono tratte dalla sua Prima lezione di antropologia:
Hanno ragione Gilmore**, i Tewa, gli Awa, i Sambia*** nel ritenere che gli uomini vanno costruiti culturalmente (e ritualmente), mentre le donne raggiungono la loro condizione di femminilità (la loro forma di umanità) seguendo uno sviluppo naturale? È senz'altro vero che il processo femminile (il diventare donna) è segnato da fenomeni di ordine naturale, i quali lo incanalano e lo ritmano: il menarca, la gravidanza, il parto, l'allattamento rappresentano tappe, di cui sarebbe ben difficile non tenere conto. I momenti fisiologici della capacità riproduttiva femminile costituiscono paletti o segnavia, che invece mancano nella condizione maschile. In un certo senso, è più facile capire come si possa diventare donna, che non come si possa diventare uomini. Sul piano naturale (fisiologico o biologico), c'è una indeterminatezza maggiore nella condizione maschile, che non in quella femminile: e le società sono perciò maggiormente impegnate nel delineare, nel progettare e nel costruire la mascolinità, che non la femminilità.
Quello che intende Remotti è che, a un'analisi forse superficiale, a "fare" una donna ci pensa la biologia, ma a "fare" un uomo ci deve pensare l'umanità. L'uomo ha sviluppato un monopolio della cultura, quindi, non perché sia più forte della donna, ma perché è biologicamente più incompleto. L'antropopoiesi, tanto necessaria all'umanità per sentirsi umana, sarebbe da questo punto di vista un problema prima di tutto maschile. Continua Remotti:
E se la cultura è soprattutto orientata verso l'ideazione e la costruzione dell'essere maschile, si capisce anche assai bene come in molte società siano i maschi a rivendicare il possesso del mondo culturale: la cultura [...] è soprattutto fatta da loro e per loro. 
 

Un caveat: che quella appena esposta sia l'origine o una delle origini del predominio culturale maschile è naturalmente una cosa, un fatto storico che può essere appreso a livello nozionistico; ma che sia giusto che sia così, è un'altra. Lo sa Remotti, sicuramente, e speriamo che lo capisca anche il resto del mondo. Proprio di ieri è la notizia che il Tredicesimo Dottore, nel telefilm inglese Doctor Who, sarà interpretato da una donna; e già l'internet sta venendo giù per l'oltraggio subito. Credo che ne riparleremo.


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* Se dovessi distinguere il campo d'indagine di queste due discipline, che purtroppo sono studiate indipendentemente, direi che se l'antropologia studia cosa sia l'umanità, la psicologia studia cosa sia l'uomo.
** David Gilmore, antropologo. Per approfondire il suo contributo sul tema del maschilismo, vi rimando a questo articolo.
*** I primi, una popolazione del Nuovo Messico; i secondi e i terzi, della Nuova Guinea.

lunedì 10 luglio 2017

L'origine del male

I Siriaci immaginarono che l'uomo e la donna, essendo stati creati nel quarto cielo, pensarono di mangiare una focaccia invece dell'ambrosia, che era il loro naturale nutrimento. L'ambrosia si esalava dai pori; ma la focaccia faceva andar di corpo. L'uomo e la donna pregarono un angelo che indicasse loro la latrina. "Vedete" disse l'angelo "quel piccolo pianeta che sembra un puntino, a circa sessanta milioni di leghe da qui?: quello è il cesso dell'universo; andateci al più presto." Essi ci andarono e ci dovettero restare: è da quel momento che il nostro mondo è diventato quello che è.

[Voltaire, Bene (Tutto è bene) in Dizionario Filosofico]


martedì 4 luglio 2017

Il concetto di Dio dopo Evangelion

[ATTENZIONE! L’articolo contiene ENORMI spoiler sulla serie anime Neon Genesis Evangelion e sul film The End of Evangelion. Si sconsiglia di leggerlo a chi non li abbia già visti. Si sconsiglia di fare qualunque cosa a chi non li abbia già visti.]


Finalmente si parla di uno dei capolavori del nostro tempo: l'anime di Hideaki Anno, quel personaggino che ci aveva già regalato Nadia - Il Mistero della Pietra Azzurra, e ve lo butto lì così, con nonchalance. L'articolo (come altri che, spero, lo seguiranno, ché la passione è davvero grande) presuppone una conoscenza, non dico enciclopedica, ma comunque precisa dell'anime originale e di TEOE.
...

So che molte persone non amano NGE, e soprattutto il finale di NGE, i famigerati episodi 25 e 26 e One more final: I need you del film. La cosa è tutt’altro che inaspettata. NGE è un’allegoria, intendendo per allegoria una storia che possa essere interpretata sia a livello letterale sia a livello di elaborata metafora, mantenendo peraltro intatte le virtù di entrambi. Nella storia della letteratura italiana, Croce condanna l’allegoria e Dante la salva e la nobilita, ma la nostra mentalità è tristemente più crociana che dantesca. La maggior parte degli italiani, infatti, apprezzano NGE finché parla di robot giganti, ma appena si addentra nello spazio dell'anima dell'uomo ci fa le pernacchie alle spalle di Hideaki Anno. 
Io invece amo NGE. Amo i suoi personaggi, la sua simbologia spesso meramente decorativa, i suoi continui colpi di scena (la cui importanza è a volte sottovalutata o non capita dai suoi detrattori). Amo, come tutti, il design innovativo dei robottoni e l’evoluzione del genere Mecha. Amo ogni dettaglio, tranne forse alcuni fotogrammi di The End of Evangelion (non quelli che immaginate, la celeberrima scena di masturbazione di Shinji sul corpo privo di sensi di Asuka; bensì quelli in cui viene riformulata la natura del rapporto tra Asuka e sua madre). Amo soprattutto il fatto che una storia ufficiale, una trama, una spiegazione dei misteri non ci sia, o almeno non emerga con evidenza, cosicché io possa adottare quella che preferisco.
Nel particolare, la cosa che più mi affascina di NGE, se si escludono certi trip intimisti di Shinji, è la sottotrama - che poi diventa la trama principale - del Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo. Ma cos'è esattamente?
Sappiamo che la NERV, l’associazione che controlla gli EVA, e la Seele, l’associazione che controlla la NERV e gran parte del mondo, lavorano a questo misterioso Progetto. I dettagli sono pochi, e fino all'ultimo non abbiamo idea di cosa sia in realtà. Finalmente lo scopriamo: il Progetto prevede in tutti i casi l’abbattimento delle Barriere dell’Anima, quelle strutture metapsicologiche che dividono l’Io dal Tu, e che preservano l’individualità di ogni uomo. L’umanità - e questo si vede nel finale di The End of Evangelion -, senza più barriere a tenerla separata, si fonde in un unico essere indifferenziato. Negli Angeli e negli EVA le Barriere, che hanno qualcosa in comune con la corazza caratteriale di Reich, sono tanto forti (essi sono se stessi come nessun essere umano può mai essere, ci sembra di capire) da generare i famosi A.T. Field –  gli Absolut Terror Field*. 


Lilith si propone di offrire ai suoi figli, i Lilim, che sono gli uomini (altro mirabile cambiamento di prospettiva: i demoni che la tradizione giudaico-cristiana ha sempre considerato nemici e avvelenatori dell’umanità non sono i nemici contro cui ci siamo scagliati; siamo noi stessi; è l’umanità... gli altri, gli alieni, sono i figli di Eva, la vera umanità, tanto diversa da noi da parerci mostruosa e gigantesca), la possibilità di eliminare il dolore eliminando l’Altro, e il rapporto con l’Altro; Gendo Ikari si propone invece di ristabilire il rapporto con l’Altro eliminando se stesso; la Seele si propone infine di diventare Dio smettendo di essere qualcuno, ed essendo quindi tutto. Una strana idea, in tutti i casi. 
Mi sembra che uno dei problemi affrontati in queste declinazioni del Progetto sia che essere qualcuno significa non essere nessun altro; essere limitato; essere infelice (vuoi perché si è qualcosa e non tutto, vuoi perché l’Altro è dolore). Allo stesso modo Dio, che nel Vecchio Testamento è Uno, nel senso di individuo psicologicamente antropomorfo, diventa Tre nel Nuovo Testamento, e Tutto nelle laboriose teologie successive; e alla fine diventa nulla nelle parole di Giovanni Scoto. Non è un'evoluzione da sottovalutare, e non so se Hideaki Anno l'avesse avuta in mente. Credo piuttosto che entrambi i modelli, più o meno indipendenti, siano giunti alla stessa naturale conclusione - modelli che, a prescindere dal fatto che siano corretti o meno, ci dicono qualcosa di importante sull'umanità.
È noto che Feuerbach, ne L'Essenza del Cristianesimo, sostenga che il contenuto positivo della religione non riguardi la conoscenza di Dio ma quella dell'uomo. Dio è l'essenza oggettivata dell'uomo, un'essenza priva di limitatezze, in rapporto con l'infinitudine dell'umanità. A un livello che forse ignoriamo, NGE parla di questo, e si conferma uno dei pochi anime da guardare e riguardare in eterno.


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* Che poi Absolut Terror Field sia il nome dello spazio personale di un bambino autistico, è una leggenda molto bella ma, sia chiaro, infondata.

lunedì 26 giugno 2017

Intima natura

Scrive Borges, in conclusione del suo breve saggio Nuova confutazione del tempo:
[...] Negare la successione temporale, negare l'io, negare l'universo astronomico, sono disperazioni apparenti e consolazioni segrete. [...] Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco. Il mondo, disgraziatamente, è reale; io, disgraziatamente, sono Borges.
Allo stesso modo, un mio amico una volta disse:
La magia è l'essere chiusi in una baita in montagna mentre fuori infuria la tempesta; ma tu sei la tempesta.
Sono alcune delle parole migliori che io abbia mai sentito.


lunedì 19 giugno 2017

Premio Liebster per il blog più stupendamente malvagico


Sono stato richiamato dal mondo dei morti (saranno due o tre settimane che non aggiorno il blog, infatti; e se vi foste chiesti il perché, adesso sapete che il motivo è che sono morto) dalla mano blasfema e necromantica della mia amica Kara Lafayette, titolare del blog Secondo Kara Lafayette (già In direzione ostinata e contraria). Kara è in realtà una strega potentissima che al confronto Baba Yaga ciao, levate proprio.

Secondo Kara Lafayette mi ha assegnato un premio, cioè ha assegnato un premio a Psicologia e Scrittura, il Liebster Award. Cos'è? È un riconoscimento che i blogger conferiscono ad altri blogger. Chi ne viene insignito deve rispondere a undici domande e segnalare undici blog eccellenti, i cui proprietari, se accettano il premio, devono a loro volta rispondere a undici domande formulate per l'occasione e segnalare altri undici blog e così via, ancora e ancora, che al mercato mio padre comprò. Un modo per creare una mappa dei blog che i vostri autori di riferimento ritengono meritevoli della vostra attenzione. Ah, e questi blog devono avere meno di 200 follower, perché il Liebster serve a far conoscere quegli autori che normalmente passerebbero sotto (o sopra? Qual è l'espressione corretta?) i vostri radar.
Vi dico già che io undici blog così, e sopratutto undici blog così mai nominati al Liebster, non li conosco.

Adesso bando alle ciance e vamos a cominciare con le domande che la cara Kara (OHOHOH! simpaticissimo) mi ha rivolto.

1) Scegli il tuo film d’autore preferito e quello commerciale.
Il mio film d'autore preferito è, naturalmente, C'era una volta in America (come sa chiunque segua il mio blog 😁) di Sergio Leone. ADORO ogni cosa di quel film. Ogni dettaglio... tranne forse gli squilli nella sequenza iniziale.



Il mio film commerciale preferito... onestamente non lo so. Se la giocano Dal tramonto all'alba di Robert Rodriguez e Dragonheart di Rob Cohen. Il primo perché ha una delle sceneggiature più sorprendenti che io abbia mai visto - e soprattutto in un film del genere -, il secondo perché era il mio film preferito quando ero piccolo, ne so a memoria tutte le battute e ancora mi sale il magoncino quando lo vedo. Poi volete mettere l'epicità di UN DRAGO? Per quanto mi riguarda batte tutto.


2) Se fossi un produttore molto ricco, in quale progetto cinematografico tratto da un romanzo (o racconto) ti imbatteresti? 
Sicuramente vorrei produrre l'adattamento di uno dei libri di Chuck Tingle, un autore che seguo con tanto amore e che è stato nominato per il Premio Hugo. Probabilmente sceglierei una storia di crescita personale, come Living Inside My Own Butt for Eight Years, Starting a Business and Turning a Profit Through Common Sense Reinvestment and Strategic Targeted Marketing, oppure qualcosa di più consapevole, quasi metaletterario, come Reamed by my reaction to the title of this Book. Pierfrancesco Favino ruolo da protagonista.



3) Qual è l’attrice più sopravvalutata (non vale dire Meryl Streep per citare Trump)? E l’attore? Quali sono, invece, attori e attrici più sottovalutati?
L'attrice più sopravvalutata? Sarei tentato di dire Monica Bellucci, ma, andiamo, chi l'ha mai sopravvalutata? Come attore farei invece il nome di Tom Hanks - lo so, lo so, sono un infame. Il fatto è che ho l'impressione che Hanks non sia un grande attore, ma che abbia solo avuto la fortuna di ricevere grandi ruoli. Adesso odiatemi!
L'attore più sottovalutato secondo me è Ethan Hawke - che sì, è un po' debole nel mostrare emozioni, ma quelle poche che mostra sono sempre eccezionali. Forse però lo dico perché Hawke è stato protagonista di due dei miei film di fantascienza preferiti: l'indimenticato Gattaca e il sottovalutato Predestination. L'attrice più sottovalutata è forse la povera Kristen Bell, che, pur avendo partecipato a un gigantilione di produzioni, nell'immaginario collettivo è sempre rimasta legata al suo ruolo di Veronica Mars. Lei, sì, è molto molto brava.


4) Qualche tempo fa, Iñárritu affermò che i cinecomics fossero un genocidio culturale. Molti di noi lo hanno preso a pernacchie, essendo una generalizzazione estrema ed esagerata. Ma alla luce dei fatti poco gloriosi (non del botteghino, ma della reale qualità di alcuni cinecomics), oggi che ne pensi? 
Credo che sia vero. Il che non significa che non esistano cinecomic validi: la trilogia di Spiderman di Raimi, i primi due X-Men di Singer, Il Cavaliere Oscuro di Nolan sono tutti esempi di ottimi film della moderna ondata cinecomic. Il problema non è neanche il fatto che siano commerciali: il primo Avengers di Whedon, e Ant-Man, che godeva di una sceneggiatura di Wright, sono film il più commerciali possibile, che seguono alla lettera i dettami di Casa Disney, ma credo siano lo stato dell'arte dei cinecomic. Il vero problema sono gli scrittori incompetenti, i registi mestieranti, i siparietti comici, i non-sequitur che di solito sono le caratteristiche principali di un genere pensato per essere l'evoluzione del blockbusterone hollywoodiano. Senza contare che ne escono, quanti? Sei o sette all'anno? Basta. Io sono un grandissimo appassionato di fumetti americani, e in particolare di fumetti di supereroi, e proprio per questo vederli trasposti così malamente nel medium cinematografico mi fa stare male. C'è un film, bellissimo, che si chiama Il Gigante di Ferro (lo conosciamo tutti), che in solo un paio di scene riesce a rendere meglio la natura di Superman di quanto faccia Man of Steel di Snyder. Per dire.


5) Che rapporto hai con l’animazione? Lungometraggi o serie TV animate ti interessano? Se sì, quali ti sono entrati nel cuore?

Cfr. sopra 😁  Sì, amo molto i film e le serie di animazione. Tra i film a cartoni animati delle major,  i miei preferiti, oltre a Il Gigante di Ferro, sono Il Re Leone e Il Principe d'Egitto. Sono entrambi, credo, film perfetti, considerando target e periodo. Il primo è una tragedia shakespeariana con animazioni grandiose e un'analisi intelligente di cosa sia la responsabilità; l'altro è una titanica trasposizione di temi biblici con una colonna sonora bellissima. Per quanto riguarda l'adesso, devo dire che ancora seguo con interesse alcune serie animate: BoJack Horseman, con le sue acute riflessioni sulla depressione e l'incomunicabilità umana (e le sue molte e insospettabili risate) e Rick e Morty, che è esattamente quello che dovrebbe essere la fantascienza: fantasiosa, avventurosa e, pur partendo da un terreno condiviso e ricco di citazioni, originale. 
In effetti mi sembra che nel mondo dei cartoni stiamo assistendo a quello a cui abbiamo assistito, nel mondo dei fumetti, alla fine degli anni '80: una nuova generazione di cartoonist, cresciuta con prodotti di alto livello, è arrivata alla maturità artistica e sta rivoluzionando il medium. Evvai!

Passando dall'altra parte della barricata, quella dei cartoni che vengono dall'Oriente, devo dire che considero pessimi la maggior parte di quelli che arrivano fino a qui. Ciò detto, come per i cinecomic, esistono prodotti validissimi che pur vengono dal Giappone: sopra tutti i film di Miyazaki. Non solo: da bambino il mio cartone preferito era Ken il Guerriero che, pur essendo essenzialmente un cartone di botte, poneva agli spettatori importanti domande sul concetto di libertà e su quello di pace, sulla strada della lotta violenta e sul sacrificio personale. Poi, da un punto di vista narrativo, credo che Ken il Guerriero abbia i personaggi più interessanti di sempre, i più complessi, i meno bidimensionali. Certo il doppiaggio italiano è il peggiore che esista, eppure ogni volta che lo risento mi sale la nostalgia canaglia!
Per finire, citerei quello che credo sia il prodotto a cartoni migliore evah, e che incidentalmente è anche giappo: Neon Genesis Evangelion, di quel genio di Hideaki Anno. Ma su NGE dovrei scrivere un post o una serie di post appositi, quindi non approfondisco!


6) Cosa pensi davvero dei cagatori di minchia (categoria da me messa in risalto) ai quali non piace mai niente e dove tutto viene scisso in capolavoro assoluto o merda?

Penso che non abbiano idea di cosa dicono. È gente, credo, che non ha mai sviluppato un vero senso artistico.


7) Sei chiuso in ascensore con Takashi Miike, Nicolas Winding Refn e Patty Jenkins. Tutti e tre ti fissano in silenzio con le braccia conserte, in attesa che tu dica qualcosa. Di cosa parli? A chi ti rivolgi per primo? 
No no, io sono uno psicologo: sto in silenzio e osservo, nell'attesa che siano loro a parlare!


8) Ti svegli una mattina e non sei più tu. Ti guardi allo specchio e sei diventato/a un personaggio di un film o di una serie TV. Quale?
La serie è senza dubbio Bojack Horseman. Nel senso che ci somiglio già così tanto, a uno dei loro personaggi, che svegliarsi una mattina con la testa di cavallo sarebbe solo una naturale evoluzione del mio stato.




9) Sei all’interno di The Sims, la fattucchiera ti porta la lampada magica da strofinare. Scegli i tuoi tre desideri.
Grazie per la domanda. È fin da bambino che penso a questa eventualità e al modo migliore per affrontarla. L'unica risposta sensata che ho trovato è desiderare L'ONNIPOTENZA! 
Dai, per risponderti davvero chiederei:
  1. Successo come scrittore
  2. ... no, sinceramente, l'onnipotenza per forza. Non riesco neanche a pensare a un altro desiderio. Sarebbe sprecarlo!

10) Hai mai partecipato alla realizzazione di un film o serie TV? Se sì, quali? e se no, ti piacerebbe? In quale ruolo?
Due miei amici hanno sceneggiato e stanno attualmente girando un film a costo zero che, credo, ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo capolavoro. Io ho svolto il ruolo di consulente esterno nella stesura della sceneggiatura e nel casting degli attori 😊  A parte questo, ho fatto la comparsa in un film italiano abbastanza famoso, ma non voglio dire quale sia perché è un film orribile!

11) La tua colonna sonora cinematografica preferita.
Sarei tentato di ripetere "quella di C'era una volta in America", ma per variare dico "quella di Excalibur di Boorman". Ecchevela:


Bene, come al solito siamo stati velocissimi, e adesso è arrivato il momento di nominare undici blog con meno di 200 follower che mi paiono meritevoli. Sarà difficile, e ripeto che non arriverò a undici, ma queste sono le mie scelte per il Liebster Award:


... e bon. Il problema è che la maggior parte dei blog che seguo o sono vistosamente sopra i 200 follower oppure sono già stati premiati da Kara. Temo che vi dovrete accontentare di questi.

Per concludere in bellezza l'articolo, che spero preluda a una riapertura di Psicologia e Scrittura, ecco le undici domande a cui, se vogliono accettare il premio, i blogger che ho chiamato in causa dovranno rispondere. Dato che il mio interesse principale, come blogger, è per la narrativa, la maggior parte delle domande ruoteranno attorno a questo punto:

  1. Avevo ragione? Hai meno di 200 follower? Daaai!
  2. I tuoi cinque scrittori preferiti - e, se vuoi, una breve motivazione della tua scelta.
  3. Il mondo subisce un secondo Diluvio. Tu puoi salvare solo un libro: qual è, e perché?
  4. A prescindere dall'effettivo valore letterario, a quale libro sei più affezionato?
  5. Nominami un libro che tutti schifano e che a te è piaciuto tantissimo; nominami anche un libro che viene considerato un capolavoro immortale ma che tu proprio non riesci a sopportare.
  6. Hai la possibilità - o hai di nuovo la possibilità - di scrivere un fumetto. Quello che vuoi, senza limitazioni di sorta. Quale sarebbe la trama? E chi sceglieresti come disegnatore?
  7. Parlami, bene o male, di un webcomic italiano (meglio male, che poi sembra che sia solo io quello insofferente).
  8. I cinque telefilm che preferisci. Puoi risalire a quando vuoi.
  9. Tutti noi abbiamo dei guilty pleasure: prodotti d'intrattenimento oggettivamente orribili che però seguiamo con passione. Io ad esempio amavo molto Due uomini e mezzo. Qual è il tuo guilty pleasure telefilmico?
  10. Stupiscimi con una citazione: quella che vuoi, da dove vuoi. Una frase che ti è entrata dentro e ha modificato, o sta modificando, il modo in cui osservi il mondo.
  11. Consigliami un film, un telefilm, un fumetto, una silloge di poesie, una raccolta di racconti o un romanzo (insomma, ciò che vuoi!) che in pochi conoscono, ma che è sicuramente un capolavoro.

E con questo vi saluto, Veri Credenti e blogger nominati. Buone vacanze a chi va in vacanza in questo periodo, e per tutti gli altri... ci sentiamo sul prossimo post.


lunedì 29 maggio 2017

Almafuerte


No soy el Cristo-Dios, que te perdona.
 ¡Soy un Cristo mejor: soy el que te ama!

Non sono il Cristo Dio che ti perdona.
Sono un Cristo migliore: sono quello che ti ama!

Questi versi, da El Misionero di Pedro Bonifacio Palacios (Almafuerte), mi commuovono più di quanto saprei esprimere, e non li commenterò. Volevo solo condividerli.

domenica 21 maggio 2017

I meglio articoli (Settembre 2016 - Maggio 2017)


Probably Jeff Wysaski

Dopo una pausa di circa un milione di miliardi di anni, oggi torna la rubrica metabloggaria in cui segnalo quelli che, retrospettivamente, mi sono parsi i miei articoli migliori; per meriti di stile, di contenuto, o di qualunque altra cosa. Lo faccio perché - lo confesso - ho sempre la speranza che un nuovo lettore, capitato su queste pagine per caso, usi questa mappa per orientarsi all'interno del blog. Nuovo tag: I migliori articoli del blog.
Dato che è passata una vita dall'ultima volta, e insomma questa è un'occasione speciale, eccezionalmente non saranno segnalati solo tre articoli, ma quattro... anzi a ben vedere cinque.

Incominciamo adesso con la classifica (si va, come sempre, in ordine cronologico, e non di merito):


1) VIVERE (D)I LIBRI: X-MAS LIST


Un articolo della rubrica Vivere (d)i libri incentrato non sui libri che ho letto e di cui vorrei parlarvi, ma su quelli che vorrei leggere, e guai a trovarli, o a trovarli in italiano. Lo segnalo perché mi piacerebbe che questo articolo avesse quante più visualizzazioni possibili. Perché? Spero semplicemente che, prima o poi, qualche C.E. si metta una mano sul cuore (e sul portafoglio: sono tutti successi garantiti) e inizi a pubblicare i capolavori che ho segnalato. Che poi, l'elenco di libri fondamentali che tradotti non si trovano più è in continua crescita: proprio qualche settimana fa in libreria mi hanno detto che non potevano ordinare le Ballate Liriche di Wordsworth e Coleridge. Sembrava una barzelletta!

2) MEGLIO TRE PAROLE


Un articolo in cui parlo di quello di cui so parlare meglio: la scrittura. Non credo ci sia altro da aggiungere; solo, che mi piacerebbe scriverne di più. Naturalmente se anche voi siete d'accordo fatemelo sapere!

3) UNA DIFESA DELL'INGANNEVOLE OROSCOPO


Molte, troppe persone, anche istruite, oggi credono che gli astri esercitino un'influsso soprannaturale sulle vicende terrestri. Questo articolo dal titolo borgesiano è la mia protesta contro tutte le superstizioni che ci portiamo dietro... e una loro rivalutazione.

4) LA CORSA DI ACHILLE E DELLA TARTARUGA È STATA ANNULLATA


Nient'altro che uno scherzo patalogico (non patologico); un po' come lo fu quest'altro. Ma è uno scherzo divertente, o mi pare divertente, nel suo genere - che è un genere molto poco divertente -, quindi finisce di prepotenza in questa classifica. 
Non so se questo paradosso, che ho derivato equamente da Zenone e da Russell, sia mai stato espresso, o se sia mai stato espresso in questa forma. Probabilmente sì: non credo di essere un tipo particolarmente innovativo. Oggi come oggi, comunque, non avrebbe alcun valore.


- BONUS -


Mi è capitato di rileggere questo articolo, che risale a maggio del 2016, ed è stato pubblicato in occasione dell'anniversario della morte di Cervantes (23 aprile: stesso giorno, secondo la leggenda, della morte di Shakespeare), e l'ho trovato breve, ben scritto, e con un contenuto, non dico originale, ma senz'altro interessante. Quindi perché non inserirlo nella raccolta degli articoli migliori? Non ho trovato nessun motivo valido, perciò eccolo qui.


Finita la classifica in senso proprio, chiudiamo anche con la tradizionale analisi delle letture. Qualche dato a caso: l'articolo più letto del periodo settembre 2016 - maggio 2017 è Quel che resta del giorno, con circa 1150 visualizzazioni. Il blog nel suo complessivo, a poco più di un anno e mezzo dalla sua fondazione, ha totalizzato quasi 30000 visualizzazioni... di cui, immagino, 25000 solo mie.
Basta: non voglio annoiarvi più di quanto non abbia già fatto. Quindi vi ringrazio per il vostro supporto, vi segnalo (per chi ancora non si fosse iscritto) il nostro gruppo Facebook ufficiale, e fatto questo vi saluto. A presto, Veri Credenti, sempre su... ormai lo sapete: PSICOLOGIA E SCRITTURA!